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Primo piano

Verrà presentato lunedi 27 Marzo a Nardò il volume "Nel Paese dei Neet" di Walter Nanni e Serena Quarta, nell'ambito della Settimana della Carità organizzata dalle Caritas Parrocchiali di NArdò.  Nel corso di un trimestre campione (15 settembreÔÇÉ15 dicembre 2015), si sono rivolti ai Centri di Ascolto Caritas di 80 diocesi italiane 1.749 giovani appartenenti alla categoria dei Neet. Sono giovani che hanno un’eta╠Ç compresa tra 18 e 34 anni; sono disoccupati/inoccupati; non frequentano nessun tipo di percorso formativo (scuola, universita╠Ç, corsi di formazione professionale, ecc.).


La maggioranza dei Neet transitati presso i CdA nel periodo considerato e╠Ç di cittadinanza straniera: si tratta di 1.354 persone, pari al 77,4% del totale, composte in prevalenza da soggetti di sesso maschile (56,2%). La maggioranza dei Neet stranieri e╠Ç celibe/nubile (56,7%), anche se i coniugati rappresentano la seconda categoria di Neet stranieri per numero di presenze (37,4%). Un certo numero di Neet stranieri vivono situazioni di “nido spezzato” (3,1% di Neet separati o divorziati). Nel caso dei Neet italiani (21,6%), prevalgono le donne, che superano di poco il sessanta per cento del totale. I celibi/nubili sono meno numerosi (47,4%) e sono invece piu╠Ç numerosi i Neet separati/divorziati (7,2%).
Nel mondo Caritas, un numero cospicuo di Neet vive con i propri genitori (27,7% degli stranieri, 28,2% degli italiani). Seguono, per gli stranieri, i giovani soli (23,8%), mentre nel caso degli italiani il secondo modello di convivenza e╠Ç quello della famiglia monoÔÇÉgenitoriale (25,9%). Questo dato, associato alla forte incidenza dei separati/divorziati tra gli italiani, lascia intuire una connotazione di maggior disagio sociale per i giovani italiani rispetto a quello degli stranieri.
Il livello di formazione dei giovani Neet appare basso: quasi la meta╠Ç ha soltanto la licenza di scuola media inferiore e una quota pari all’8,6% risulta addirittura analfabeta o privo di titolo. Scarsi i laureati e i giovani in possesso di un titolo conseguito in ambito universitario (4,9%). I ragazzi italiani presentano un livello formativo piu╠Ç basso rispetto a quello dei ragazzi stranieri: l’85,3% dei Neet italiani ha un titolo di studio inferiore a quello della maturita╠Ç, mentre i ragazzi stranieri con bassi livelli di istruzione sono meno numerosi (74,9%). Colpisce la presenza di un certo numero di laureati tra gli stranieri (4%), aspetto irrilevante tra gli italiani (0,9%).
Oltre il sessanta percento dei Neet italiani ha denunciato la presenza di gravi problemi legati alla sfera occupazionale, mentre tale segnalazione riguarda solamente il 42% degli stranieri. Anche i problemi di povertà economica sono maggiormente diffusi tra gli italiani (63,0%) rispetto a quanto accade tra gli stranieri (46,2%).
Nel caso degli italiani i problemi si concentrano attorno alla sfera dei bisogni primari (reddito, casa e lavoro), mentre nel caso dei ragazzi di origine straniera si osservano situazioni sociali più variegate, indicatori di processi migratori e di inserimento sociale ancora in divenire: un buon numero di ragazzi stranieri (22,3%) ha infatti evidenziato problemi legati alla condizione di migrante e il 15,7% nella sfera educativa e formativa.
A fronte di tale quadro problematico, i giovani utenti dei CdA richiedono essenzialmente beni e servizi materiali (31,7%). Solo in secondo piano si posizionano altri tipi di richieste, come quelle relative ai sussidi economici (9,4%) e al lavoro (8,7%). Le due dimensioni che identificano la condizione di Neet (la mancanza di lavoro e di opportunita╠Ç formativo/educative), non si trasformano in richieste esplicite di assistenza e aiuto. A tale fenomeno contribuisce il fatto che i Centri di Ascolto non forniscono in modo diretto un inserimento lavorativo ma tendono a privilegiare l’aiuto in forma di beni materiali o l’invio ad altri tipi di servizi.
Dal punto di vista del capitale sociale, accanto ad un grande numero di giovani Neet con bassi livelli di capitale fisico (basse risorse economiche disponibili), si evidenzia un buon livello di capitale umano (buona salute e autonomia fisica), con livelli elevati di capitale relazionale (ottimo livello e qualità di scambi e relazioni sociali).

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La Caritas diocesana è l'organismo pastorale della chiesa di Nardò – Gallipoli con il compito di animare le comunità ecclesiali al senso della carità verso le persone in situazione di difficoltà e al dovere di tradurlo in interventi concreti con carattere promozionale e preventivo.

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