NARDÒ, MIGRAZIONI COME PROBLEMA E RISORSA IN UN CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA CARITAS

NARDÒ, MIGRAZIONI COME PROBLEMA E RISORSA IN UN CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA CARITAS

da piazzasalento.it

Nardò – Vigilia di San Gregorio Armeno all’insegna della solidarietà: martedì 19 febbraio, alle ore 9 in cattedrale, un tema di grande attualità sarà al centro del convegno “Siamo stranieri e pellegrini. Le migrazioni come problema e risorsa”. L’evento è organizzato dalla Caritas diocesana di Nardò-Gallipoli (guidata dal neretino don Giuseppe Venneri), dal Comune e dal Comitato feste patronali.

La tavola rotonda. Dopo gli interventi del Sindaco Giuseppe Mellone, del direttore della Caritas don Giuseppe Venneri, e dei dirigenti delle scuole cittadine, prenderà la parola il direttore della Caritas italiana don Francesco Soddu. A coordinare i lavori sarà il presidente del Comitato feste patronali “San Gregorio Armeno”, Cosimo Caputo.

“La presenza di don Francesco è motivo di orgoglio, e dimostra la particolare attenzione per quanto si è realizzato con la rete dei Centri d’ascolto parrocchiali (inaugurata alla presenza del vescovo Fernando Filograna il 20 dicembre scorso), con le mense cittadine di Nardò, Gallipoli e Casarano e con il dormitorio presso la Casa di accoglienza ‘AgaPolis’, a Gallipoli”, dice don Giuseppe Venneri.

Ripartire dal valore dell’uomo. “Il tema trattato – prosegue don Venneri – è di grande attualità e offre a Nardò un sicuro momento di riflessione e formazione. La Chiesa, più che risolverli, ha il compito di dare la giusta chiave di lettura ai problemi dell’oggi, mettendo al centro del dibattito il valore dell’uomo, ‘di tutto l’uomo’, senza trascurare il valore imprescindibile della persona umana. Il sentimento dell’odio serpeggia pericolosamente nelle coscienze anche di molti cristiani e l’odio è un alibi per non affrontare le questioni sociali eliminando alla radice ciò che si ritiene sia la causa del disagio: il povero. La domanda di Dio a Caino, ‘Dov’è tuo fratello?’, deve sempre risuonare dirompente nel cuore di ogni uomo, credente o no. E la responsabilità dei fratelli è il primo dovere per chi vuol fare esperienza di carità”, conclude don Venneri.

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