Archivio news

Novembre 2021

Un Dolce per Natale a Racale

Si svolgerà dal 7 al 15 dicembre la bellissima iniziativa a cura delle Caritas Parrocchiali di Racale (Parrocchia B.V.M. Addolorata e Parrocchia San Giorgio Martire) in cui sarà possibile acquistare un dolce natalizio a sostegno delle persone che attraversano momenti di difficoltà.

L'iniziativa è assai lodevole poichè coinvolge anche le pasticcerie della città, famosa per la sua arte dolciaria. Acquistando un dolce si raggiungono così molteplici obiettivi: sostenere le piccole attività artigianali, aiutare le Caritas parrocchiali nella missione di accoglienza e accompagnamento dei poveri della città, tenere desta l'attenzione sulle ingiustizie sociali che generano la povertà evitando di ignorare quanti vivono situazioni di difficoltà sociale ed economica.

Don Marco Pagniello nuovo Direttore di Caritas Italiana

Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, riunitosi il 24 novembre 2021, ha nominato don Marco Pagniello nuovo Direttore di Caritas Italiana. 
 
“Ringrazio il Consiglio permanente della Cei per la fiducia mostrata nei miei confronti”– ha dichiarato il nuovo direttore subito dopo la nomina, aggiungendo: “In questa fase in cui siamo ancora nell’emergenza pandemia, le sfide sono molte, ma anche le prospettive di speranza, a cominciare dall’avvio del cammino sinodale. Mi orienteranno sicuramente le indicazioni del Santo Padre per i 50 anni di Caritas Italiana: partire dagli ultimi, custodire lo stile del Vangelo, sviluppare la creatività. Ringrazio anche il mio predecessore mons. Francesco Soddu, con cui ho condiviso un tratto di strada, e assicuro un impegno sempre volto a camminare insieme, soprattutto con i più fragili e indifesi, con una carità inclusiva, che punta allo sviluppo integrale di ogni persona, ad una condivisione di vita, per restituire dignità ed assicurare inclusione sociale”.
 
Don Pagniello è nato a Pescara il 09-08-1971 ed è stato ordinato presbitero nel 2002. E’ stato direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne dal 2006 al 2020. Dopo alcuni anni come segretario arcivescovile e parroco, dal 2005 si è occupato di formazione presso la Caritas diocesana. Dopo la nomina a direttore, nel 2008 è stato nominato anche direttore della Fondazione Caritas, ente gestore dei servizi della diocesi. Dal 2011 al 2016 è stato delegato regionale Caritas per l’Abruzzo e il Molise, quindi - in quanto tale - membro del Consiglio nazionale di Caritas Italiana, di cui è stato anche membro di Presidenza dal 2012 al 2016. Dal 2019 è in Caritas Italiana con l’incarico di responsabile dell’ufficio Politiche sociali e Promozione umana.
 
In 50 anni di vita di Caritas Italiana, don Marco Pagniello è il quinto direttore, dopo don Giuseppe Pasini - che affiancò quasi subito il fondatore e primo Presidente don Giovanni Nervo -, don Elvio Damolidon Vittorio Nozza e don Francesco Soddu, quest'ultimo nominato a fine ottobre scorso da Papa Francesco Vescovo di Terni-Narni-Amelia.​

Avvento di Fraternità 2021

"Donaci occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli" (dalla Liturgia)

Si celebrerà domenica 19 dicembre la Giornata Diocesana dell'Avvento di Fraternità in cui tutta la Diocesi, con i fedeli laici, le parrocchie e le associazioni laicali, offriranno spunti di riflessione sulle emergenze legate alle povertà presenti sul nostro territorio e non solo.

Accanto alla condivisione dell'impegno della Caritas Diocesana con i Centri d'Ascolto, le mense e le altre opere segno, si aprirà una settimana in cui tutti saremo sollecitati a condividere la gioia dell'incontro con il Signore che viene con un gesto di attenzione nei confronti dei fratelli poveri o di quanti stanno attraversando un momento di difficoltà.

il nostro pensiero corre soprattutto alle famiglie con minori che a causa della mancanza del lavoro vivono il dramma della mancanza di serenità. 

Accanto alla preghiera, prima forma di carità, chiediamo di sviluppare quella creatività evangelica a cui ci incoraggia Papa Francesco, per sostenere proprio il Fondo San Benedetto, voluto dal nostro Vescovo Fernando per sostenere il reddito delle famiglie in difficoltà.

Grazie al Fondo San Benedetto, sono stati erogati 97.375 Euro in 260 interventi a cui si aggiungono 12.000 euro erogati in borse di studio. Molte delle risorse provengono dai fondi dell8xmille, strumento fondamentale per sostenere le opere di carità della Chiesa, tuttavia i bisogni aumentano e, con il  coinvolgimento di tutti, sarà possibile aumentare la disponibilità del Fondo San Benedetto per garantire aiuti dignitosi a quanti lo richiedono.

Puoi contribuire al Fondo tramite un'offerta nella tua parrocchia il 19 dicembre oppure direttamente dal nostro sito tramite PayPal o con bonifico bancario (reperibile nella sezione "FAI UNA DONAZIONE" del sito.

Convegno Caritas Diocesana “La Famiglia tra trasformazioni sociali e nuove povertà”

Si è svolto il 6 novembre nella sala convegni della sede del Progetto Opera Seme il Convegno della nostra Caritas Diocesana dal titolo "La famiglia tra trasformazioni sociali e nuove povertà" Alla Presenza del Vescovo Fernando, di tanti amministratori pubblici e istituzioni civili e militari, di numerosi operatori delle caritas parrocchiali e dei Centri Ascolto cittadini è stato presentato il report diocesano sulle povertà, frutto delle analisi degli interventi erogati nel 2020 e 2021. Confrontando l'impatto che la pandemia ha avuto sull'economia delle famiglie e sul conseguente impegno che la Caritas Diocesana ha profuso per accogliere e accompagnare migliaia di situazioni di fragilità economica e sociale. Il convegno è stata anche l'occasione per presentare i progetti 8xMille in corso e in fase di approvazione da Caritas Italiana. Guidati dal Prof. Fabio Rosina dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, del Dott. Luciano Moia capo redattore di Avvenire, di Don Marco Pagniello di Caritas Italiana abbiamo si sono confrontati di dati diocesani con una più ampia lettura italiana ed europea che ha dato conferma del sussistere di situazioni di disagio sociale che minano l'istituto della famiglia. a questo link è possibile rivedere il convegno in attesa della pubblicazione degli atti. https://www.youtube.com/watch?v=lPSS-VF-LBU

Rapporto 2021 su povertà ed esclusione sociale

Alla vigilia della Giornata internazionale di lotta alla povertà (17 ottobre), il Rapporto 2021 su povertà ed esclusione sociale dal titolo “Oltre l’ostacolo” (.pdf), prende in esame: le statistiche ufficiali sulla povertà, i dati di fonte Caritas, il tema dell’usura e del sovra-indebitamento, la crisi del settore turistico, lo scenario economico-finanziario, le politiche di contrasto alla povertà. Come sottolinea il titolo, l’obiettivo è di cogliere e di evidenziare, a partire dalle situazioni e dalle storie incontrate sul territorio, elementi di prospettiva e di speranza. Esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e private e in particolare delle comunità locali, capaci di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. Tale capacità spesso si è incrociata con le risposte istituzionali offerte a livello nazionale ed europeo, dando luogo ad una serie di triangolazioni positive, che hanno evidenziato l’importanza di lavorare in rete, assumendo responsabilità diverse ma condivise.  
Caritas e pandemia
In linea con le statistiche ufficiali i dati rilevati dalle 218 Caritas diocesane sul territorio, espressione delle rispettive Chiese locali. In dodici mesi (nel 2020) la rete Caritas, potendo contare su 6.780 servizi a livello diocesano e parrocchiale, e oltre 93mila volontari a cui si aggiungono circa 1.300 volontari religiosi e 833 giovani in servizio civile,  ha sostenuto più di 1,9 milioni di persone. Di questi il 44% sono “nuovi poveri”, persone che si sono rivolte al circuito Caritas per la prima volta per effetto, diretto o indiretto, della pandemia. Disaggregando i dati per regione civile si scorgono alcune importanti differenze territoriali che svelano quote di povertà “inedite” molto più elevate; tra le regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distingue la Valle d’Aosta (61,1%,) la Campania (57,0), il Lazio (52,9), la Sardegna (51,5%) e il Trentino Alto Adige (50,8%).   
Ma la crisi socio-sanitaria ha acuito anche le povertà pre-esistenti: cresce anche la quota di poveri cronici, in carico al circuito delle Caritas da 5 anni e più (anche in modo intermittente) che dal 2019 al 2020 passa dal 25,6% al 27,5%; oltre la metà delle persone che si sono rivolte alla Caritas (il 57,1%) aveva al massimo la licenza di scuola media inferiore, percentuale che tra gli italiani sale al 65,3% e che nel Mezzogiorno arriva addirittura al 77,6%. Siamo quindi di fronte a delle situazioni in cui appare evidente una forte vulnerabilità culturale e sociale, che impedisce sul nascere la possibilità di fare il salto necessario per superare l’ostacolo.  Il 64,9% degli assistiti dichiara di avere figli; tra loro quasi un terzo vive con figli minori. Il dato non è affatto irrisorio se si immagina che dietro quei numeri si contano altrettante, o forse più, storie di povertà minorile che ci sollecitano e allarmano. Rispetto alle condizioni abitative, oltre il sessanta per cento delle persone incontrate (63%) vive in abitazioni in affitto, Il 5,8% dichiara di essere privo di un’abitazione, il 2,7% è ospitato in centri di accoglienza. Percentuali queste ultime che si legano chiaramente alla condizione degli “homeless”, i cui numeri anche per il 2020 risultano tutt’altro che trascurabili. Le persone senza dimora incontrate dalle Caritas sono state 22.527 (pari al 16,3% del totale), per lo più di genere maschile (69,4%), stranieri (64,3%), celibi (42,4%), con un’età media di 44 anni e incontrati soprattutto nelle strutture del Nord.
 
Delle persone sostenute dal circuito Caritas, oltre un terzo (il 37,8%) è supportato anche da alcuni servizi pubblici con i quali a volte le Caritas sui territori svolgono un lavoro sinergico e coordinato soprattutto in questo tempo di criticità. Una persona su cinque (19,9%) di quelle accompagnate nel 2020, dichiara di percepire il Reddito di Cittadinanza (RdC).
 
Usura e sovra indebitamento
Il capitolo su usura e sovra-indebitamento, curato dalla Consulta nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II”, dimostra che già prima della pandemia almeno due milioni di famiglie sopportassero debiti non rifondibili a condizioni ordinarie. La vulnerabilità all'indebitamento patologico e all'usura si proietta sullo sfondo della recessione economica e della povertà assoluta, che hanno conosciuto un netto incremento a causa della pandemia. Basti pensare che nelle province dichiarate "zona rossa" per tempi più prolungati, il reddito si è ridotto di oltre il 50 per cento per un nucleo familiare ogni 20, mentre solo un piccolo gruppo di privilegiati (2,6%) ha visto aumentare il proprio reddito.   
 
Il settore turistico
Il Rapporto contiene anche uno studio sugli effetti della pandemia su 4 aree di interesse turistico: Assisi, Ischia, Riva del Garda e Venezia. Bastano alcuni dati per ognuna di queste realtà a far comprendere il quadro della situazione. Solo ad Assisi città e frazioni, tra giovani laici e religiosi, la Chiesa locale ha messo a disposizione da giugno 2020 a inizio 2021 circa 7200 ore di volontariato per servizi assistenziali, empori e attività di distribuzione. A Ischia il 70% degli operatori del turismo non lavora. Nel 2019 la Caritas sfamava 500 famiglie, oggi sono 2500 famiglie e sono in aumento perché su circa 15000 lavoratori stagionali almeno il 50% non ha ricevuto nessun tipo di supporto economico. A Riva del Garda la crisi del turismo ha prodotto una fuga della manodopera, in gran parte straniera, ripartita verso i paesi di origine e mai più ritornata. Viene confermato un trend di crescita delle persone incontrate e aiutate da Caritas, con 302 nuclei familiari seguiti e un migliaio di persone coinvolte nel 2020, su una comunità di riferimento di circa 20.000 abitanti (dati in linea anche per il primo trimestre 2021. A Venezia lo scoppio dell’emergenza ha prodotto un crollo dei flussi turistici con in un calo di entrate di 2miliardi di euro. Per sostenere le famiglie, la diocesi ha istituito il Fondo San Nicolò, distribuendo circa 250.000 euro.
 
Le Politiche di contrasto alla povertà
Il focus sulle politiche di contrasto alla povertà riguarda in particolare sul reddito di cittadinanza (RdC), che ha complessivamente supportato 3,7 milioni di persone nel corso del 2020 a livello nazionale, ha interessato uno su cinque fra coloro che si sono rivolti ai centri e servizi Caritas nel 2020 e più della metà (55%) dei beneficiari di una indagine longitudinale sui beneficiari Caritas monitorati dal 2019 (pre-pandemia) al 2021. 
Viene presentata l’”Agenda Caritas per il riordino del RdC” che prevede un pacchetto complessivo di interventi con un mix di ampliamento e riduzione dei criteri di accesso e che ponga attenzione al processo di miglioramento/rafforzamento di servizi e azioni per l’inserimento lavorativo e per l’inclusione sociale, al fine di intervcettare al meglio la povertà assoluta.  
 
 
Oltre l’ostacolo
Allargando lo sguardo al 2021 la fotografia che emerge dai primi otto mesi dell’anno (gennaio-agosto) è la seguente:
- rispetto al 2020 crescono del 7,6% le persone assistite;
- le persone che per la prima volta nel 2020 si erano rivolte ai servizi Caritas e  si trovano ancora in uno stato di bisogno rappresentano il 16,1% del totale;
- rimane alta la quota di chi vive forme di povertà croniche (27,7%); più di una persona su quattro è accompagnata da lungo tempo e con regolarità dal circuito delle Caritas diocesane e parrocchiali;
- preoccupa anche la situazione dei poveri “intermittenti” (che pesano per 19,2%), che oscillano tra il “dentro- fuori” la condizione di bisogno, collocandosi a volte appena al di sopra della soglia di povertà e che appaiono in qualche modo in balia degli eventi, economici/occupazionali (perdita del lavoro, precariato, lavoratori nell’economia informale) e/o familiari (separazioni, divorzi, isolamento relazionale, ecc.). 
Dati questi che – come ha sottolineato il Presidente della Conferenza episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti, lo scorso 27 settembre aprendo i lavori del Consiglio Permanente -  si prestano a una lettura ambivalente. Da una parte, possono essere indice dei primi effetti positivi della ripresa; dall’altra, mostrano che ancora troppe persone continuano a “non farcela” e rischiano di vedere in qualche modo “cristallizzata” la propria condizione di bisogno. È dunque indispensabile che i benefici della crescita economica siano distribuiti in modo da ridurre quanto più possibile le disuguaglianze che si sono approfondite a causa della pandemia. Senza lasciare nessuno indietro.  

SOLIDARIETA’ ALLA CGIL

Solidarietà alla CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro.
 
Quello che è accaduto a Roma nelle scorse ore con l’assalto della sede della CGIL non può lasciarci indifferenti e richiede una presa di posizione, cosciente e decisa, nei confronti di quanti si richiamano a ideologie che sono in aperto contrasto con la nostra Costituzione Repubblicana.
In gioco, evidentemente, ci sono i valori della pace e giustizia sociale, della fraternità e della solidarietà. Attentare a questi valori significa attentare al perseguimento del bene comune e non si può restare indifferenti davanti ad atti così violenti e gravi. Assaltare la sede di un sindacato, di un partito o di un’associazione vuol dire negare i principi della democrazia.
Quando vengono lesi questi principi, i primi a pagarne le conseguenze sono i poveri verso i quali va tutta la nostra premurosa attenzione in quanto sacramento di Cristo.
Quello che è accaduto a Roma, anche al pronto soccorso del Policlinico Umberto I, supera il fondamento della democrazia che si basa sul confronto, talvolta acceso, tra opposte vedute e attenta al valore imprescindibile della nostra democrazia che è antifascista.
Auspichiamo una rapida presa di posizione da parte di tutte le forze democratiche del Paese certi che la giustizia farà il suo corso.
Invochiamo la conversione dei cuori per quanti inneggiano al nome di Dio e della Patria mentre compiono atti così gravi e per tutti sia di esempio la mitezza di Gesù.
Da questa pandemia ne possiamo uscire solo tutti insieme mettendo da parte i personali piccoli e grandi egoismi e guardando al bene di tutti per guadagnare il bene di ciascuno.
 
Don Giuseppe Venneri
Direttore Caritas Diocesana Nardó-Gallipoli

Giornata internazionale della Carità: raccolta di preghiere degli operatori Caritas

In vista della Giornata internazionale della Carità che si celebra il 5 settembre, data in cui nel 1997 moriva Santa Teresa di Calcutta, Caritas Italiana pubblica on line una raccolta di preghiere e poesie dal titolo “Rinnovàti nell’impegno” (.pdf).

«Ricordatevi, per favore, di queste tre vie e percorretele con gioia: partire dagli ultimi, custodire lo stile del Vangelo, sviluppare la creatività». Sono le tre strade che papa Francesco ci ha indicato nell’udienza per i 50 anni di Caritas Italiana. Da percorrere sempre in ascolto dei “più piccoli” per renderli partecipi e attivi, con azioni capaci di provocare, di moltiplicare attenzioni, cambiamenti. 

In questo moltiplicarsi consiste la testimonianza della carità che vogliamo confermare come impegno rinnovato, nello sforzo costante di promuovere nelle comunità e nel territorio iniziative progressive e diffuse di responsabilità per la pace, la giustizia, la difesa e la cura della vita, a partire proprio dalla prospettiva dei più poveri, che, ce lo ha ricordato il Papa, è la prospettiva di Gesù.

A tutti coloro, operatori, sacerdoti, suore, religiosi, volontari, che in questi cinque decenni hanno dato voce, gambe, testa, braccia e soprattutto cuore alla Caritas, va il nostro ringraziamento che in queste pagine e nelle raccolte che abbiamo pubblicato in questi anni, diventa preghiera.

Una preghiera che continuerà ad accompagnare il nostro percorso, che illuminerà e orienterà la nostra capacità di discernimento e il nostro costante impegno per continuare a leggere i segni dei tempi nel cammino sinodale che il Santo Padre, ribadendo gli impegni dell’inclusione sociale dei poveri e dell’amicizia sociale per il bene comune, ha indicato alla Chiesa italiana.

Accoglienza in Diocesi di cittadini Afghani che hanno collaborato con la Missione Internazionale

Anche la nostra Diocesi di Nardò Gallipoli attraverso Caritas Diocesana, interpellata dalla Prefettura di Lecce, ha dato piena disponibilità all’accoglienza di famiglie o singole persone arrivate in questi giorni dall’#Afghanistan.
La Caritas Diocesana, con l’Equipe, il Coordinamento Diocesano dei Centri d’Ascolto e le Opere Segno è a disposizione delle Istituzioni Governative e Locali per offrire piena collaborazione.
“A nome del nostro Vescovo Fernando, desidero ringraziare le famiglie e le Parrocchie della nostra Diocesi che, dopo l’appello fatto durante le Messe di domenica 22 agosto, hanno inteso offrire la propria disponibilità ad accogliere quanti sono giunti in Italia in fuga dal terribile regime dei Talebani in Afghanistan e che in questi anni hanno collaborato con le nostre Istituzioni per tentare di costruire un Afghanistan pacificato.
Adesso, sarà necessario capire bene come avviare tutti i percorsi per un’accoglienza che sia intelligente e veramente integrante e coinvolgente. Non potevamo voltare le spalle a queste persone così duramente sofferenti e mortificate per i fallimenti della politica internazionale".(Don Giuseppe Venneri, direttore Caritas Diocesana Nardó-Gallipoli)
Quanti vogliono segnalare la propria disponibilità ad offrire il proprio contributo possono scriverci a: caritas@diocesinardogallipoli.it
 

Aperte le Iscrizioni al corso “Vivere l’Ecologia Integrale”

VIVERE L’ECOLOGIA INTEGRALE NELLE DIOCESI E SUI TERRITORI. Pratiche e politiche di cambiamento e speranza per uno sviluppo sostenibile FOCSIV, Caritas Italiana e Fondazione Lanza ti invitano a iscriverti al corso per moltiplicare le pratiche di ecologia territoriale e per lo sviluppo sostenibile nelle comunità e parrocchie. La transizione ecologica per la Next Generation occupa il dibattito pubblico e tutti siamo chiamati a far interagire politiche e pratiche dal basso per una vera trasformazione dei nostri modelli di sviluppo. Persone, associazioni e comunità sono da riattivare e riconnettere per affrontare la grande crisi climatica e antropologica nella relazione tra l’uomo e la Terra, per custodire la Casa Comune. Con in mano le bussole della LAUDATO SI' e di FRATELLI TUTTI, le nostre comunità religiose e laiche possono divenire promotrici e testimoni concrete di una nuova cultura, laboratori di un nuovo pensiero, di un cambiamento sociale ed economico per la cura del creato e delle crepe sociali create da modelli economici e sociali che riproducono disuguaglianze ed esclusione. L’ecologia integrale può essere il cuore dello sviluppo sostenibile a livello globale e locale, a partire dalle nostre diocesi, nelle nostre comunità e sui nostri territori; l’obiettivo è quello di costruire un sentire comune e uno spazio di apprendimento di possibili percorsi concreti di realizzazione dell’ecologia integrale e dello sviluppo sostenibile nelle nostre comunità da rigenerare. Dopo la pubblicazione de "La Guida per comunità e parrocchie sull’Ecologia Integrale 2020" si è raccolta un’importate domanda di incontro e scambio per capire come replicare le pratiche o cosa sia possibile riprodurre in contesti diversi. Il corso prevede 2 incontri introduttivi di riflessione etico/teologica e pastorale sull’ecologia integrale, e a seguire 8 incontri dedicati alle sue diverse dimensioni, tra loro strettamente interdipendenti, valorizzando le esperienze presentate nella Guida ed un ultimo incontro che volge lo sguardo verso esperienze in una prospettiva “glocale” di giustizia e pace. Nel corso degli incontri sarà posta attenzione anche al ruolo dei territori nella Strategia per lo Sviluppo Sostenibile del Ministero della Transizione Ecologica. La nostra Caritas Diocesana è presente con Opera Seme come esempio di buona prassi nei principi dell'economia civile dettati dall'Enciclica Laudato Si'. Iscriviti! Link alla registrazione Qui scarica brochure del corso con il programma
Documentario Caritas_frame

Documentario – “Dammi un cuore che ascolta”

Il 2020 è stato un anno difficile: crisi sanitaria e crisi economica hanno messo a dura prova le nostre relazioni.

Molte famiglie hanno attraversato momenti difficili ma chi viveva in povertà ha subito maggiormente gli effetti di questa crisi che ha reso più povero di relazioni chi già viveva in solitudine.

In questo tempo la Caritas Diocesana ha rivisto il suo impegno con il coraggio creativo di sacerdoti, religiose e laici impegnati nelle mense, nei centri d’ascolto e nelle parrocchie, accanto alle istituzioni.

Abbiamo voluto realizzare un documentario perché resti memoria di questo impegno durato un anno, ma che parte da molto lontano, da Gesù che volle la sua Chiesa e che proseguirà sempre, con impegno, premura e amore verso i poveri.