Convegno. L’intelligenza artificiale: aspetti umani, sociali e giuridici

Convegno. L’intelligenza artificiale: aspetti umani, sociali e giuridici

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

                                                                                                                                  Un confronto a due, l’altra sera a Copertino, presso la Masseria “La Tenente”, bene confiscato alla criminalità organizzata, restaurato e affidato alla gestione della Caritas diocesana di Nardò-G

allipoli, sul tema “L’I

ntelligenza Artificiale: aspetti umani, sociali e giuridici”, con al centro una domanda: che cosa sta diventando l’uomo di fronte all’Intelligenza Artificiale? Una riflessione seria su un argomento in continua evoluzione, affrontato da due prospettive diverse e complementari: quella etica e antropologica di monsignor Francesco Neri, Arcivescovo di Otranto, e quella giuridica e istituzionale di Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. I due relatori hanno trovato un punto di convergenza nella prima enciclica di Papa Leone XIV, “Magnifica Humanitas”, che richiama la necessità di «restare profondamente umani» in un tempo in cui la dignità dell’uomo rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione. Monsignor Neri ha invitato a guardare all’IA non solo come a una questione tecnica, ma soprattutto come a una questione di senso: che cosa significa essere umani in un tempo di crescente automazione? Quale spazio rimane per la responsabilità, la cura e la dignità dei più deboli? «La scelta vera non è tra un sì o un no alla tecnica, ma nel saper riconoscere “il lato oscuro della luna” ha detto e saper scegliere tra i quattro cavalieri dell’Apocalisse e la Donna vestita di sole, immagine mariana che vince il Male». Per monsignor Neri, non abbandonarsi alla macchina e all’intelligenza artificiale è una scelta precisa dell’uomo. In questa prospettiva, la Memoria diventa anche una possibilità di salvezza, come nel libro e film “Fahrenheit 451”, dove gli uomini imparano a memoria i libri per sottrarli alla distruzione. Melillo ha invece evidenziato i rischi concreti che l’IA pone sul piano della legalità, della privacy, della tutela dei diritti e della sicurezza collettiva, sottolineando come le mafie stiano già sfruttando le nuove tecnologie per rafforzare le proprie attività e creare reti difficili da intercettare con gli strumenti tradizionali. «Le nuove tecnologie sono sempre più un moltiplicatore della pericolosità delle reti criminali ha spiegato e nei nuovi scenari investigativi sono ormai centrali i problemi legati all’impiego a fini criminosi dell’intelligenza artificiale generativa». La criminalità organizzata, ha osservato Melillo, ha sempre dimostrato una grande capacità di adattamento e conoscenza della modernità. «L’IA non fa eccezione: è già parte integrante del ciclo delle attività criminali più sofisticate, dal riciclaggio al traffico di stupefacenti». Anche attività tradizionali come il caporalato possono oggi essere organizzate attraverso strumenti digitali, con algoritmi capaci di governare persone, spostamenti, tempi e profitti. «La sfida che abbiamo di fronte è di eccezionale rilievo per la stessa tenuta dei sistemi di investigazione e di intelligence degli ordinamenti democrati

ci», ha concluso Melillo, ricordando il recente intervento del legislatore italiano sull’impiego dei sistemi di IA a fini di prevenzione e giustizia, nel rispetto dei principi di garanzia e proporzionalità fissati dall’Unione Europea.

Autore: Giuseppe Tarantino, giornalista di Nuovo Quotidiano di Puglia