Autore - Segreteria

Avvento di Fraternità 2020 Pro “Fondo San Benedetto”

In questo tempo così controverso, concitato e pieno di incertezza, molti si interrogano su come trascorreranno le festività natalizie.

Sono interrogativi che hanno a che fare con il desiderio di riprendere le consuete abitudini, di stare insieme serenamente con amici e parenti e che riguardano anche l’economia.

La stampa e la televisione denunciano il rischio di “perdere” il Natale.

Di quale Natale parliamo?

Mai come in questo tempo siamo chiamati a riscoprire la tenerezza di in un Dio che viene nel mondo con discrezione ed essenzialità, lontano dalle logiche del potere, della ricchezza e dell’apparire proprie dell’umanità di ogni tempo.

Solo chi ha il cuore libero dagli idoli e aperto alle novità dello Spirito Santo può tornare a sentire la voce degli angeli che annunciano una grande gioia e avere il coraggio di mettersi in cammino verso Betlemme, come i pastori.

Avvento è tempo di attesa, di ascolto, di sequela e conversione.

Ecco perché abbiamo scelto i pastori come icona di questo tempo d’Avvento.

Quest’anno, difficile per tutti, non può lasciarci indifferenti ai problemi che tante famiglie stanno affrontando, esattamente come la Santa Famiglia di Giuseppe e Maria con Gesù Bambino.

La colletta della 4^ Domenica d’Avvento sarà, perciò, devoluta al “Fondo San Benedetto” istituito proprio per sostenere le famiglie e i lavoratori.

Confidiamo nella generosità personale di ciascuno; che sappia coinvolgere tutti, anche i più scettici.

Buon cammino di Avvento
Don Giuseppe Venneri
direttore Caritas Diocesana Nardó-Gallipoli
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15 Novembre 2020 – IV Giornata Mondiale dei Poveri

Si celebrerà il prossimo 15 Novembre la IV Giornata Mondiale dei Poveri che Papa Francesco ha dedicato al tema "Tendi la tua mano al povero" (cfr Sir 7,32), titolo del Messaggio diffuso il 13 giugno scorso. Don Giuseppe Venneri (Direttore di Caritas Diocesana): "Papa Francesco ci rammenta, sempre con più insistenza, che al centro di ogni azione ci deve essere il primato della persona umana. I Poveri sono vittime di ingiustizie umane che minano, spesso, la loro dignità di persone. Il Vangelo, l'esperienza di vita cristiana, quale buona notizia, ci ricorda che Gesù si identifica con i poveri e quindi essi sono sacramento di Cristo; il povero diventa luogo teologico dove sperimentare l'incontro con Cristo. Il Cristiano, allora, deve impegnarsi a restituire speranza a questi fratelli che vivono nella difficoltà mettendo al centro il primato della persona. Tutti sperimentiamo il bisogno di una mano tesa, tutti abbiamo sperimentato nella nostra vita situazioni di fragilità. E' bene quindi ricordarsi sempre che saremo giudicati sull'amore di carità. L'unico modo per abbattere i muri di divisione e pregiudizio che vengono eretti da certe filosofie e proposte ideologiche che spesso si tramutano in azioni politiche è vivere coerentemente il Vangelo, divenendo come Cristo, segno di contraddizione. La Carità azzera le distanze! Riflettere su questi temi e promuovere esperienze di riflessione e confronto è lo scopo della Caritas. Liturgia e Carità devono essere espressione della medesima Fede in Cristo." Caritas Diocesana lancia, dunque l'iniziativa "La Carità azzera le distanze. A questo link il Messaggio del Santo Padre http://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/poveri/documents/papa-francesco_20200613_messaggio-iv-giornatamondiale-poveri-2020.pdf
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Covid: Caritas, aumentano i ‘nuovi poveri’, sono il 45%

Il nuovo rapporto di Caritas Italiana dal titolo "Gli anticorpi della solidarietà" (.pdf), pubblicato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà (17 ottobre), cerca di restituire una fotografia dei gravi effetti economici e sociali dell’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19. I dati della statistica pubblica definiscono lo scenario entro il quale ci muoviamo: il nostro Paese registra nel secondo trimestre del 2020 una marcata flessione del Pil; l’occupazione registra un calo di 841mila occupati rispetto al 2019; diminuisce, inoltre, il tasso di disoccupazione a favore però di una vistosa impennata degli inattivi, cioè delle sempre più numerose persone che smettono di cercare lavoro. Sembra dunque profilarsi il tempo di una grave recessione economica che diventa terreno fertile per la nascita di nuove forme di povertà, proprio come avvenuto dopo la crisi del 2008. I dati dei centri di ascolto Caritas vanno proprio in questa direzione. Analizzando il periodo maggio-settembre del 2019 e confrontandolo con lo stesso periodo del 2020 emerge che da un anno all’altro l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa; cala di contro la grave marginalità. A fare la differenza, tuttavia, rispetto allo shock economico del 2008 è il punto dal quale si parte: nell’Italia del pre-pandemia (2019) il numero di poveri assoluti è più che doppio rispetto al 2007, alla vigilia del crollo di Lehman Brothers. In questo tempo inedito, gli interventi della rete Caritas sono numerosi e diversificati. Una vivacità di iniziative e opere realizzate anche grazie all’azione di circa 62mila volontari, a partire dai giovani impegnati nel Servizio Civile Universale. Sono 19.087 gli over 65 che si sono dovuti fermare per ragioni di sicurezza sanitaria e 5.339 le nuove leve (under 34), attivate in questo tempo di emergenza. Da Nord a Sud del Paese, continuano a non far mancare la loro prossimità e generosità verso i più poveri e i più vulnerabili e sono segnali della presenza di “anticorpi della solidarietà” che aiutano a diradare le nebbie della crisi in atto. Una crisi che, secondo i dati pubblicati da Banca d’Italia, nei mesi di aprile e maggio, ha provocato una riduzione di reddito per la metà delle famiglie italiane, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno ricevuti; addirittura per il 15% del campione il calo è di oltre la metà del reddito complessivo. Fin dai primi giorni dell’emergenza Covid-19, di fronte a queste sfide drammatiche e forti criticità, Caritas Italiana e le Caritas diocesane hanno continuato a stare accanto agli ultimi e alle persone in difficoltà, spesso in forme nuove e adattate alle necessità contingenti. Per cercare di avere un quadro complessivo dell’attività svolta e tentare di descrivere l’impatto economico e sociale della pandemia, sono stati realizzati tre monitoraggi nazionali: uno ad aprile in pieno lockdown, il secondo a giugno, dopo la riapertura dei confini regionali e il terzo a settembre dopo il periodo estivo. I dati raccolti testimoniano due grandi fasi attraversate finora, che corrispondono in parte ai diversi step di avvio delle misure e dei provvedimenti governativi: la prima, della “dura emergenza” coincidente con il blocco totale delle attività e con i 69 giorni nei quali gli italiani sono rimasti a casa, durante la quale si è pagato il prezzo più alto in termini di vite umane, sul fronte dei contagi e dell’impatto economico; la seconda, vissuta nei mesi estivi, nella quale si è avviata una lenta ripartenza, dai contorni e confini incerti.  In ciascuna delle due fasi le azioni messe in campo dalla rete Caritas sono state preziose. Entrando nello specifico delle attività, la prima cosa da evidenziare è la riapertura dei centri di ascolto “in presenza”, per lo più su appuntamento o ad accesso libero; un ascolto di prossimità che va tuttavia in parallelo con i servizi telefonici e on line ancora molto diffusi. Da sottolineare poi tutta la preziosa attività sul fronte dell’accompagnamento e orientamento rispetto alle misure previste dal Decreto “Cura Italia” e “Decreto Rilancio"; sono state azioni molto utili, che hanno permesso a numerose persone e famiglie in difficoltà di poter accedere a tali sostegni pubblici (l’83% delle diocesi ha svolto questa specifica attività).  C’è infine il tema del lavoro, in particolare quello della sofferenza sperimentata da tanti piccoli commercianti e lavoratori autonomi: rispetto a questo fronte le Caritas diocesane hanno erogato sostegni economici specifici, in ben 136 diocesi sono stati attivati fondi dedicati, utili a sostenere le spese più urgenti (affitto degli immobili, rate del mutuo, utenze, acquisti utili alla ripartenza dell’attività, ecc.). Complessivamente sono stati 2.073 i piccoli commercianti/lavoratori autonomi accompagnati in questo tempo.  Caritas Italiana ha anche esaminato il funzionamento delle misure emergenziali disposte dal governo in particolare di quelle volte a sostenere i redditi di famiglie e lavoratori, anche per individuare i difetti e le criticità da evitare in futuro. Da una rilevazione ad hoc condotta su un campione di 756 nuclei beneficiari dei servizi Caritas nei mesi di giugno-luglio 2020, il REM è risultata la misura più richiesta (26,3%) ma con un tasso di accettazione delle domande più basso (30,2%) rispetto alla indennità per lavoratori domestici (61,9%), al bonus per i lavoratori stagionali (58,3%) e al bonus per i lavoratori flessibili (53,8%).  Il REM è stato fruito prevalentemente da nuclei composti da adulti over 50, soprattutto single e monogenitori con figli maggiorenni, con un reddito fino a 800 euro e bassi tassi di attività lavorativa. Si tratta di un profilo del tutto sovrapponibile a quello di coloro che percepiscono il Reddito di cittadinanza (32,5%) all’interno dello stesso campione intervistato: nuclei a reddito molto basso (49,7%), single (45,3%) e coppie senza figli (43,7%), prevalentemente anziani (42,2%). Questo dice che tra le due misure, rispetto alle caratteristiche dei beneficiari, vi sia sovrapposizione piuttosto che compensazione.  Inoltre coloro che hanno ricevuto dalle Caritas servizi di orientamento hanno fatto domanda per il REM tre volte di più rispetto a chi non ha ricevuto tale supporto dalle Caritas e hanno accresciuto di un sesto la possibilità di ottenerlo effettivamente. Orientamento e supporto fanno la differenza, in genere, soprattutto in situazioni di emergenza. Ecco perché nella indagine sulle misure di emergenza, nella metà dei casi (50,1%) i servizi e gli operatori Caritas sono stati identificati come la principale forma di aiuto e sostegno, sia concreto che psicologico durante l’emergenza Covid. Quello che il Covid-19 ha messo in evidenza è il carattere mutevole della povertà e stiamo ora entrando in una nuova fase nel nostro Paese.  Di fronte a una situazione “inedita”, occorrono strumenti di analisi e di intervento adeguati al mutato contesto. In particolare ci sarà dunque bisogno di:
  • mettere in relazione i dati sulla povertà (assoluta e relativa) con dati sui percettori delle misure di contrasto;
  • realizzare analisi di lungo periodo per monitorare come cambiano le condizioni di vita delle persone in povertà e se e come su di esse incidano le misure pubbliche;
  • concepire le misure nazionali di contrasto alla povertà come un “work in progress”, che, a partire da un attento e sistematico lavoro di monitoraggio e valutazione del loro funzionamento e del loro impatto sulle vite delle persone vengano periodicamente “aggiustate” per poter adeguarsi e meglio rispondere alle trasformazioni in corso e per affrontare l’incertezza; 
  • intercettare le cause della povertà, come dice papa Francesco: “lottare contro le cause strutturali della povertà, la disuguaglianza, la mancanza di lavoro, della casa, la negazione dei diritti sociali e lavorativi” (3 Ottobre 2020). Solo in questo modo invece di accettare passivamente e in blocco il presente, si forniscono elementi a partire dai quali proiettarsi in un futuro di concreto cambiamento.
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Apertura del Centro d’Ascolto Inter Parrocchiale a Copertino

Prosegue con costanza e determinazione in processo di rinnovamento e riforma del volto della Caritas Diocesana attraverso il coinvolgimento delle Caritas Parrocchiali. Domani, 18 ottobre alle ore 16:30, a Copertino, nei locali adiacenti alla chiesa di San Giuseppe Patriarca, alla presenza del Vescovo Fernando, del Sindaco Sandrina Schito e del Direttore di Caritas Diocesana Don Giuseppe Venneri verrà inaugurato il Centro d'Ascolto Inter Parrocchiale "Padre Egidio Merola". La costituzione dei CdA cittadini permette di vivere la dimensione sinodale della Carità attraverso il confronto tra gli operatori che sono espressione delle parrocchie della Città e di offrire un'accoglienza e un accompagnamento puntuale, aggiornato e unitario. Accanto ad una dimensione più ecclesiale e pastoralmente in sintonia con i segni dei tempi è d'importanza fondamentale una lettura più puntuale, aggiornata e dinamica del territorio in cui il CdA vive e opera; il CdA, infatti, prima che essere un luogo è un tempo in cui si vive l'ascolto e l'accoglienza, essendo espressione del volto della Chiesa che con premura vuole prendersi cura delle povertà senza avere la pretesa di risolverne cause ed effetti. Il CdA di Copertino si inserisce nella rete degli altri CdA Inter parrocchiali di Nardò, Gallipoli, Casarano, Taviano.  
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Mensa della Comunità di Nardò: diffusi i dati da gennaio a settembre 2020

"Da cinque pani e due pesci il Signore Gesù moltiplicò per una moltitudine di persone. Perchè Dio è così: non retribuisce ma distribuisce. Dio è distributista perchè non solo condivide ma ci rende partecipi e corresponsabili della sua provvidenza. Così anche noi diventiamo provvidenza per i fratelli. Grazie, allora, a Dio perchè ancora possiamo dirci fratelli nel servizio verso i poveri. Nella Mensa della Comunità a Nardò vogliamo ringraziare chi cucina, chi distribuisce i pasti, che rassetta e chi dona permettendo di svolgere questo delicato servizio." Con queste parole Don Giuseppe Venneri, Direttore della Caritas Diocesana, ha salutato la diffusione dei dati sui pasti distribuiti dalla mensa di Nardò nel periodo che va dal 1 gennaio al 21 settembre. "Sono dati che ci devono far riflettere - aggiunge il coordinatore della Mensa, il Diacono Salvatore Polo -  perchè raccontano un'emergenza economica reale e costante. Il Covid ha davvero eroso l'economia delle famiglie aumentando il divario tra ricchi e poveri e aumentando, purtroppo, il numero quanti vivono in situazioni di difficoltà. Sono dati reali, i nostri, perchè frutto di ascolto e accompagnamento delle persone servite. I numeri raccontano il dramma e l'impegno e, lungi dall'essere un mero dato statistico, sono per noi i volti di quanti sosteniamo con dedizione e impegno". Ecco i dati: 40.473 pasti erogati dal 1 gennaio al 21 settembre 2020; nello stesso periodo del 2019 i pasti erogati sono stati 22.832.
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Aspasso around Italy a Opera Seme

Si terrà il 21 agosto alle ore 18:00 nella bella cornice della sede del Progetto Opera Seme (SP Galatone-Galatina) un interessante incontro con i produttori italiani di biciclette per trasporto di persone con diverse disabilità. L'incontro è inserito nelle attività del nostro Progetto. Vogliamo sensibilizzare le amministrazioni pubbliche locali a lavorare per favorire una sempre maggiore integrazione delle persone disabili soprattutto attraverso una mobilità sostenibile ed ecologica. In questa stessa occasione presenteremo uno splendido lavoro editoriale di Sergio Santinelli "D COME DONNE DISABILITA' DIRITTI" , attuale e di grande spessore culturale ed artistico.        
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COVID-19: al via la campagna “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”

Il 55% di persone nel mondo oggi vive senza alcuna tutela sociale. Hanno perduto i diritti umani fondamentali come quelli dell’accesso al cibo, alla salute, al lavoro dignitoso, e si ritrovano privi di ogni tipo di protezione e ancora più vulnerabili.

Così accade in America Latina, in India, in alcuni paesi dell’Asia del Medio Oriente, dei Balcani e dell’Europa dell’Est, mentre l’Africa purtroppo potrebbe presto riconfermare il triste primato della disperazione.

  Il virus accelera la sua corsa, soprattutto nelle regioni più povere, nella scorsa settimana il numero di vittime e di contagi è tanto aumentato da essere pari a quello registrato negli scorsi tre mesi, da quando l’OMS ha dichiarato la pandemia. Una vera catastrofe umanitaria su scala globale, una pandemia che amplifica le povertà, che toglierà i diritti umani basilari a più di un miliardo di persone, riportando il mondo indietro di oltre cento anni secondo quanto indicato dal WFP – Word Food Programme.

Caritas Italiana e FOCSIV in questa emergenza hanno unito le forze in un’alleanza “per amore degli ultimi”, perché senza una visione d'insieme non ci sarà futuro per nessuno.

Oggi 8 luglio, Giornata Internazionale del Mediterraneo, Caritas Italiana e FOCSIV lanciano la Campagna “Dacci il nostro pane quotidiano”

Un’occasione di impegno e mobilitazione per tutti, in primo luogo per sensibilizzare le comunità cristiane e tutta l’opinione pubblica per preparare insieme il domani di tutti, senza scartare nessuno, riflettendo e impegnandosi sui temi della fame, della povertà, del lavoro, dell’educazione, delle disuguaglianze anche basandosi sugli approfondimenti che verranno proposti mensilmente sul sito www.insiemepergliultimi.it. Una Campagna volta a sollecitare un gesto concreto per sostenere gli interventi nelle varie aree del mondo delle Caritas e dei soci FOCSIV – 62 interventi in Africa, Medio – Oriente, Asia, America Centrale, America Latina, Europa dell’Est e Balcani - affinché si possa concretizzare un’azione semplice: “Condividi il pane. Moltiplica la speranza”. Una campagna che si avvale della partnership di AgenSIR, Agenzia DIRE, L’Osservatore Romano, Avvenire, Famiglia Cristiana, FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici, TV2000, Radio INBlu, Radio Vaticana, Vatican

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Lo sviluppo umano integrale. Dossier Caritas per anniversario della Laudato Si’

Cinque anni fa, il 24 maggio del 2015, papa Francesco firmava la Laudato si’. Questa lettera enciclica, nella tradizione della Dottrina Sociale della Chiesa, fissa un nuovo paradigma per lo sviluppo umano integrale, dove sono riconosciuti i diritti di ogni persona umana nel pianeta che è la nostra casa comune. La ricorrenza, che stiamo ricordando all'interno di una settimana di riflessione, cade quest'anno in piena emergenza da pandemia per la diffusione del COVID-19, fonte di terribili sofferenze, che hanno avuto ripercussione in misura maggiore soprattutto sulle persone più fragili e vulnerabili. A questi due temi Caritas Italiana dedica il suo 56° Dossier con Dati e Testimonianze (DDT), dal titolo "Sviluppo umano integrale al tempo del Coronavirus. Ipotesi di futuro a partire dalla Laudato si’". La riflessione parte dall'esperienza vissuta da tutti noi e da una grande parte dell'umanità - alcune storie raccolte nel dossier ci parlano di quanto sta avvenendo in paesi come lo Sri Lanka, Filippine e Nepal; ma le sue implicazioni sono globali.
Scritta ben prima della pandemia, la Laudato si’ dice parole profetiche sul rischio delle eccessive diseguaglianze, sulla necessità di stabilire una nuova alleanza tra umanità e natura, sull’urgenza di riformare profondamente i principi alla base di una economia e una società che sembrano avere l’esclusione e lo scarto come conseguenza necessaria.
 
“Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, – ha sottolineato papa Francesco nel momento straordinario di preghiera del 27 marzo sul sagrato di San Pietro -  non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.
Fai clic per accedere a ddt56_sviluppoumano2020.pdf https://www.caritas.it/materiali/Mondo/ddt56_sviluppoumano2020.pdf
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Diretta Web: “La concretezza della carità”

Questa sera alle ore 19:30 trasmetteremo la diretta web in cui illustreremo le iniziative sostenute durante il lock down e i progetti in fase di avvio per sostenere quanti sono in difficoltà a causa della crisi generata dalla pandemia. La carità non si ferma. Puoi seguire la diretta web sulla Pagina Facebook di Caritas Diocesana di Nardò-Gallipoli oppure sul Canale YouTube della Diocesi di Nardò-Gallipoli   https://youtu.be/5M0LvMko54g
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Online il Sussidio Diocesano: “L’annuncio del Vangelo nel tempo del Covid-19”

“A tal fine ho la gioia di presentare questi sussidi che i direttori di alcuni ambiti hanno elaborato. Vi esorto ad accoglierli e a farne tesoro in questa seconda fase del coronavirus, per studiare, maturare obiettivi e soprattutto pregare.” Con queste parole il nostro Vescovo Fernando presenta alcuni contributi degli uffici diocesani che vengono consegnati in questo sussidio come un dono che intende porsi a servizio del discernimento comunitario di ogni parrocchia e di ogni fedele, perché nell’esperienza della sinodalità, possiamo valorizzare il tempo presente per avviare e sostenere il passaggio da una pastorale di conservazione a una pastorale missionaria. Clicca sul link per scaricare il sussidio https://www.diocesinardogallipoli.it/lannuncio-del-vangelo-nel-tempo-del-covid-19/
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